L’estate è agli (s)goccioli

L'estate è alle porte. E voi sapete delle leggende che orbitano attorno il solstizio d'estate?


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Billy! Oggi inizia l’estate!

Tu omuncolo nulla-facente, non sei felicissimo di passare giornate intere a gingillarti nell’inettitudine e nel tedio del tuo nulla cosmico mentre io sono qui a morire sotto il peso grave e maligno del Politecnico?

Mi sembra ti stia divertendo un po’ troppo. E’ doveroso impartirti quindi una nuova lezione.

Come ben sai oggi, 21 giugno, viene inaugurata quella lieta stagione che è l’estate.

Sai che significa?
Di cosa stiamo parlando?
Ti fa balenare qualcosa nel cranio la parola SOLSTIZIO, STOLTO-TIZIO?

Ebbene, questa  deriva dal latino “solis statio”, cioè sole fermo.

Ora dirai: “Ma cosa intendo nel dire che il Sole è fermo? Lui lo è sempre!” (a dire il vero no Billy, quindi schiaffetto sulla nuca e inginocchiati sui ceci!).

Tuttavia come ben sai agli occhi degli antichi (che non avevano né i satelliti né le leggi di Keplero) sembrava che fosse  l’astro a spostarsi e che in quel periodo non si alzasse né si abbassasse rispetto all’equatore celeste, che quindi sorgesse sempre nello stesso punto.

Questo perché, come ci insegna l’astronomia, il Sole inaugurando la stagione calda raggiunge nel suo moto (che sì, è solo apparente) il punto di declinazione massima lungo l’eclittica .

Ora però la smetto con queste banalità per raccontarti cose più interessanti.

Forse non sai che la notte del 21 giugno è permeata di leggende, rituali e oniriche tradizioni legate al paganesimo ed alla religione cristiana.
Nella veglia, tra la notte più breve dell’anno e l’alba, (vigilia di San Giovanni e a memoria del battesimo impartito dal Battista a Cristo) era tradizione raccogliere per poi far benedire i fiori inumiditi dall’aurora e bagnarsi nella rugiada o lavarsene almeno gli occhi al ritorno della luce, come gesto di purificazione.

Ora la domanda è: Come si origina la rugiada?

Quello di cui stiamo parlando non è una celeste magia come quella concepita dai nostri antenati, bensì un fenomeno atmosferico.

Come ben NON sai Billy mio, intorno a te non c’è il vuoto assoluto, quello esiste solo nel tuo cervello.
L’aria che ti circonda oltre ad essere composta da ossigeno ed azoto, contiene una quantità di vapore acqueo che dipende dalla temperatura dell’ambiente.

Accade che il vapore contenuto nell’atmosfera, che altro non è che acqua in fase gassosa, incontri superfici che hanno una temperatura minore, che possono essere il suolo o i petali luccicanti della notte di San Giovanni.

Questa variazione di temperatura causa la condensazione, cioè il passaggio di fase tra lo stato gassoso e quello liquido. Viene così raggiunto il cosiddetto punto di rugiada in cui “qualsiasi eccedenza di vapore acqueo (“sovrasaturazione”) passerà allo stato liquido” formando quelle graziose goccioline che hanno destato meraviglia ai nostri occhi e a quelli delle popolazioni passate.

Pubblicato da AnnaChiara Giovannelli

La ex piccola chimica del gruppo. E' talmente tanto timida che leggendo questa descrizione la state facendo arrossire: ora che studia Ingegneria Nucleare probabilmente si sarà annichilita!