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Se sei un attento lettore di questo magnifico blog, ti ricorderai di quando parlando del progetto Breakthrough Starshot (il cui fine ultimo è quello di creare una tecnologia ultraleggera che permetta di raggiungere, nel giro di una generazione, il sistema stellare Alpha Centauri), abbiamo anche citato il paradosso di Fermi.

Se non è così (“ma che ti mando a fare a scuola?“), vai a fissare questo angolo per fare ammenda. E poi leggiti quell’articolo. E poi questo.

Di Fermi come scienziato ed uomo abbiamo parlato sia in “Quei ragazzacci di via Panisperna: quando il “Papa” ebbe l’idea di usare i neutroni lenti” (Papa era il soprannome del nostro amico Enrico) che in “Nucleo: protoni, neutroni e Premi Nobel“, quindi puoi facilmente rimediare alla tua sconfinata ignoranza.

Noi oggi ci focalizzaremo invece su una frase che Fermi, durante una conversazione dei laboratori di Los Alamos (progetto Manhattan, magari ne avrai sentito parlare) esclamò discutendo su un recendo avvistamento UFO acclamato dalla stampa1:

Where is everybody?
Dove sono tutti quanti?

L’idea che c’è dietro questa domanda esistenziale è, se ci pensi, davvero semplice:  se l’Universo pullula di civiltà sviluppate, dove sono tutti quanti? Perché non ne abbiamo ancora ricevuto le prove inconfutabili della loro esistenza, tipo trasmissioni radio, sonde o navi spaziali? Siamo forse l’unica specie così avanza nell’universo da pensare già a viaggi intergalattici?

Questa visione delle cose cozza spetto con i risultati dell’equazione di Drake, una formula matematica utilizzata per stimare il numero di civiltà extraterrestri esistenti ed in grado di comunicare nella nostra galassia. E’ una moltiplicazione di diversi fattori, e per approfondire ti lascio direttamente l’articolo di Wikipedia.

Questa volta non sarò io a parlarti dei risvolti e delle possibili soluzioni di questo “paradosso”, ma lascerò la parola (e le immagini) ai video di un canale Youtube che è una delle cose più interessanti e fatte bene in cui puoi imbatterti navigando nella rete. Il canale di chiama Kurzgesagt – In a Nutshell2, e pubblicano con scandenza cirma mensile un video divulgativo su argomenti scientifici (e non solo). Ti ricorda qualcuno Billy? I video sono fatti davvero molto bene e ci sono i sottotitoli in italiano (da attivare), quindi non hai scuse. Ci leggiamo qui sotto alla fine dei due video:

Parte 1

Parte 2

Belli eh?3 Sì lo so, non potrai mai ringraziarmi abbastanza: tranquillo ci sono abituato. Mettendo da parte la modestia (per un lavoro non mio) hai pensato davvero alla domanda di Fermi? Da piccolo ero ossessionato dagli alieni, ho enciclopedie intere su avvistamenti e rapimenti degli UFO (bambino particolare, già sentita). Eppure non c’è niente di veramente ufficiale, nonostante ci siano progetti come SETI (di cui ho parlato in questo articolo su MotherBoard) che rivolgono le nostre antenne verso i più remoti angoli dell’universo.

Siamo davvero così speciali?
Non lo so Billy, ma è una bella cosa a cui pensare.

Riferimenti

  1. La storia completa della vicenda, con tanto di spiegazione, la si può trovare in questo documento.
  2. Tra l’altro, molte delle immagini del seminario sui computer quantistici sono loro.
  3. Nel secondo video si parla di “grandi filtri della vita”. I ragazzoni hanno pubblicato un ulteriore video in merito che puoi trovare QUI se ti va di approfondire la quesitone.

Pubblicato da Raffaele Farinaro

Se il blog esiste è solo colpa sua. Mezzo campano e mezzo abruzzese ha la fissa per gli ologrammi, la divulgazione scientifica e Iron Man. E la pizza.