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Purtroppo questo è periodo di esami, e come avrete notato non ho il tempo di scrivere ogni giorno sul blog. Questo articolo è una piccola eccezione che una serata tranquilla mi sta concedendo  quindi cominciamo, e per una volta parliamo di storia. Tranquilli, niente dati o nomi altisonanti da memorizzare.

Oggi parliamo di esplosioni.

Tutti conosciamo Little Boy e Fat Man, magari non sotto questi nomignoli, ma come gli ordigni esplosi su Hiroshima e Nagasaki. Stiamo parlando delle bombe atomiche, le armi più distruttive finora utilizzate in guerra dall’uomo. Ne conosciamo tutti la potenza distruttiva, non starò qui a riportarvi i numeri della strage.

Non tutti invece sanno che l’essere umano, quella buffa creatura che cammina su due zampe, ha continuato a sperimentare in segreto (e non) armi di distruzione di massa. Tra queste spicca per la potenza distruttiva la più russa delle bombe.

La bomba Zar

E’ stata la più potente bomba all’idrogeno sperimentata dall’uomo.

La copia della Bomba Zar esposta al Museo Atomico di Sarov

Per cercare di immaginare quanta potenza si nasconda dietro questo buffo nome, vi basta sapere che l’energia sprigionata fu 3125 volte più grande di quella emanata da Little Boy, oppure 10 volte la potenza combinata di tutti gli esplosivi convenzionali usati nella seconda guerra mondiale.

La cosa più stupefacente è che la bomba è stata depotenziata. Per essere precisi, è stata dimezzata: la bomba in fase progettuale doveva rilasciare un’energia di 100 megatoni, contro i 50 che ha realmente rilasciato.

Come funziona la bomba?

Una bomba a idrogeno a tre stadi possiede il primo a fissione per innescare il secondo, caratterizzato a sua volta da una fusione nucleare di atomi leggeri quali l’idrogeno. L’energia sviluppata innesca così il terzo stadio, composto da un’altra fissione nucleare.

Nel progetto i primi tre stadi dovevano rilasciare tutta l’energia, ma ciò avrebbe provocato  troppe ricadute di materiale radioattivo sulle zone circostanti, in maggioranza appartenenti al territorio sovietico.

Fu per questo che la bomba venne depotenziata: sostituendo lo strato di uranio 238 con del piombo riuscirono a rallentare la fusione e diminuire il fenomeno che prende il nome di fall-out (sì, come il gioco Billy). Questo “piccolo” cambiamento fece si che il 97% dell’energia totale venne rilasciata con la fusione per secondo strato, in questo modo sono riusciti a crea una delle bombe nucleari più “pulite” mai create.

La bomba fu fatta esplodere a nord del Circolo Polare Artico. La pressione dello scoppio raggiunse un picco di circa 21 bar e il “fungo”  raggiunse l’altezza di 64 chilometri. Tutti gli edifici presenti nell’arco di 55 km di distanza dall’impatto vennero completamente distrutti. In alcuni distretti posti a centinaia di chilometri, le case in legno vennero rase al suolo, mentre quelle in pietra persero il tetto, le finestre e le porte.

Ma se pensate che questo fu un grande BOOM, non avete idea di ciò che la natura può fare. Facciamo un breve viaggio.

Il Krakatoa

Ci spostiamo in Indonesia. Il 27 agosto 1883 con un’energia equivalente a 500 megatoni, provocando il rumore più forte mai udito sul pianeta, il Krakatoa esplose riducendo in cenere due terzi dell’isola sul quale sorge.

Scatenò un’onda di maremoto alta 40 metri che correva alla velocità di 1120 km/h e le onde d’aria generate dall’esplosione “viaggiarono” sette volte intorno al mondo!

Si pensa che il cielo color rosso sangue de L’urlo di Edvard Munch, realizzato nel 1893, sia in realtà la rappresentazione delle particelle di cenere emesse nell’aria.

Il Tambora

Ancora in Indonesia. Nel 1815 vennero proiettati in aria circa 150 miliardi di metri cubi di roccia, cenere e altri materiali. L’eruzione provocò 60.000 morti.

Questa patina di gas schermò la maggior parte dei raggi solari negli anni successivi, provocando uno dei periodi dal clima più freddo della piccola era glaciale.

Il 1816, l’anno successivo all’eruzione, fu poi ricordato come l’anno senza estate.

Il Toba

Terzo ed ultimo vulcano, ancora indonesia. Qui si trova il lago Toba, lungo 100 chilometri e largo circa 30. Sotto di questo si nasconde il super-vulcano omonimo.

L’eruzione del vulcano Toba fu probablmente la più potente eruzione vulcanica mai verificatasi negli ultimi 25 milioni di anni. 

La potenza fu tale che, sulla scala definita “Volcanic Explosivity Index”, è stata classificata oltre il grado 8 (definito “mega colossale”, il Tambora era “solo” un 7).

L’eruzione scagliò in aria un volume di 3.000 miliardi di metri cubici di roccia che ricoprirono tutta l’Asia meridionale (circa 20-30.000 chilometri quadrati) con uno strato spesso 15 centimetri, con picchi di 6-9 metri di spessore.

Secondo molti scienziati sostenitori dopo questo evento catastrofico rimase in vita una popolazione di homo sapiens tra le 1.000 e le 10.000 coppie.

Mai sfidare a natura, è suscettibile.


Approfondimento

Esiste sull’internet un simulatore di bombe atomiche che permette di renderci conto, numericamente, di cosa può comportare l’esplosione di un ordigno nucleare sulle nostre città. Come si opera spesso nel mondo ingegneristico, ci andiamo a porre nel caso peggiore: immaginiamo di far esplodere la bomba zar originale (100 Megatoni) sul centro di Milano: il sito stima 3,3 milioni di morti e quasi altrettanti feriti.

L’esplosione provocherebbe una “palla di fuoco” di 117 km² (è una buona stima dell’area che verrebbe completamente azzerata dall’esplosione), mentre potresti beccarti un’ustione del terzo grado in un’area di 17,080 km².

Se ti interessano gli altri dati, QUESTO è il sito.

Pubblicato da Raffaele Farinaro

Se il blog esiste è solo colpa sua. Mezzo campano e mezzo abruzzese ha la fissa per gli ologrammi, la divulgazione scientifica e Iron Man. E la pizza.