Il potere dello scotch

Sapevi che facendo aderire dello scotch su di un vetro satinato è possibile renderlo trasparente? Un mantello della "visibilità" insomma. Non sei curioso di scoprire il perché?


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Ciao Billy, come te la passi nel tuo “sonno dogmatico”? Dura la vita lì dentro eh?
Spero di sì, ma non temere, oggi per un attimo proverò ad essere il tuo Hume e a svegliarti!

L’altro pomeriggio, da diligente studente medio di ingegneria, mi trovavo nella biblioteca del Dipartimento Di Matematica quando, improvvisamente, mi capita sotto gli occhi una scoperta da premio Nobel… o quasi.

Ero seduto ad uno dei tanti banchi dove poggiano gomiti e fronti di centinaia di studenti e studentesse ogni giorno; così, privo di un dirompente impeto nei confronti dello studio (che raramente mi permea) ho iniziato a guardarmi in giro.

Sì Billy, tutte le scoperte iniziano con il guardarsi in giro, è un passaggio necessario.

La biblioteca era come al solito piena zeppa e nel banco di fronte al mio studiava in silenzio una ragazza, nascosta da un divisorio in vetro satinato che mi impediva di metterne a fuoco il viso. D’altronde si sa, i matematici sono fatti così: meglio non riuscire a vedere la bella ragazza che ti trovi di fronte piuttosto che distrarti da un’equazione differenziale di ottavo grado.

Oltre al vetro opaco, c’era un altro fattore che mi impediva la vista: un bel foglio appiccicato con lo scotch di fronte alla mia faccia.

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Come vedi Billy attraverso questo tipo di vetro si riescono solo ad intravedere forme e macchie di colore senza poter definire chiaramente alcun tipo di oggetto. Questo perché il vetro satinato, o acidato, è prodotto in modo tale da avere delle irregolarità (dell’ordine dei micrometri) sparse randomicamente su uno dei due piani superficiali (superficie rugosa).

[aesop_content color=”#ffffff” background=”#333333″ columns=”1″ position=”none” imgrepeat=”no-repeat” floaterposition=”left” floaterdirection=”up”]Satinatura o acidatura: la superficie della lastra di vetro subisce un’aggressione chimica da acidi, che ne modificano l’aspetto superficiale ma non le proprietà meccaniche. Il risultato è una superficie opaca, rugosa su scala micrometrica ma liscia e morbida al tatto.

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La luce che incide contro questa superficie subisce uno scattering -“sparpagliamento” (fenomeno che spiega anche il motivo per cui il cielo è azzurro e le nuvole sono bianche): i raggi-particelle degli oggetti al di là della superficie impattano infatti su di una superficie irregolare che cambia la loro direzione di propagazione e riflessione in modo totalmente casuale, rendendone impossibile una visione corretta.

La grande scoperta Billy sta nel guardare attentamente quell’insignificante pezzo di carta appeso al vetro: so che il fatto che gli studenti possano stare in biblioteca fino alle 19.50 ti potrebbe spaventare, ma ovviamente non c’entra nulla con quello che sto per dirti. Guardando i bordi del foglio vediamo che questo è attentamente fissato al vetro con del nastro adesivo: per continuare necessiterai di un foglio A4, forbici dalla punta arrotondata e la supervisione di Giovanni Muciaccia. Aguzzando la vista puoi notare che i punti dello specchio opaco coperti dallo scotch diventano completamente trasparenti: contro ogni aspettativa tutto d’un tratto il vetro satinato si è istantaneamente convertito a trasparente grazie allo scotch purificatorio.

[aesop_image imgwidth=”100%” img=”https://www.fisicisenzapalestra.com/wp-content/uploads/2016/01/20160108_101348-2-2-e1455401924802.jpg” align=”left” lightbox=”on” captionposition=”left”]

 

Prima di riuscire a convincermi che ciò che vedevo fosse effettivamente ciò che pensavo, e che non fosse semplicemente dovuto al fatto che il vetro coperto dallo scotch fosse rimasto più pulito e lucido rispetto a tutto il resto della superficie, sono rimasto diversi minuti a guardare quei pezzettini adesivi con aria stupita e perplessa. La mia vicina di banco a quel punto deve aver pensato di aver a che fare con un rimbambito del prim’ordine, ma io imperterrito ho continuato a pensarci un po’ su: data la scarsissima letteratura a riguardo, affidandomi alle mie misere conoscenze sono giunto ad ipotizzare una soluzione a questo dilemma.

Il fenomeno avviene solo se lo scotch si trova dalla parte della satinatura. Perché?

Lo scotch è composto da una superficie liscia, non adesiva, ed una estremamente appiccicosa su cui è depositata la colla. Applicando il nastro adesivo sul vetro satinato e facendolo aderire a dovere, la colla riesce a riempire le micro-cavità sul vetro dovute alla satinatura, eliminando quasi completamente la rugosità superficiale. La nuova superficie risulta ora essere liscia, grazie alla parte non appiccicosa dello scotch ed il fenomeno della diffusione viene quasi totalmente annullato permettendoci così di vedere perfettamente attraverso il vetro satinato. I raggi che provengono dal retro del vetro passeranno ora apparentemente imperturbati e noi riusciremo a vedere gli oggetti al di là.((In realtà sai che comunque anche passando attraverso un vetro trasparente la fase delle onde elettromagnetiche (luce) e le loro direzioni vengono traslate, ma tutte allo stesso modo e parallelamente dunque per quello che noi riusciamo a vedere tutto sembra normale.))

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So che questa scoperta possa apparirti di dubbia utilità, ma non essere insoddisfatto. 

Se tu fossi uno studente fuori sede con una bella doccia in vetro trasparente, o in cristallo (beh.. forse questo è poco probabile) e ti accadesse di lasciar diventare le sue pareti completamente opache a causa della tua scarsa igiene e del calcare, avresti un ottimo, metodo per rimediare! Forse non è il metodo più veloce però, piuttosto che metterti a pulire, potresti ricoprirla di scotch e correggere le irregolarità: a te la scelta!

PS: la prossima volta che passi in biblioteca, dagli un’occhiata… alla ragazza!

Pubblicato da Michele Lacerenza

Filofisico, musicante, instancabile ottimista. Una bomba a persuadere gli altri e un disastro a capire se stesso: non sa ancora se da grande farà Il fisico o il windsurfer.