No, un wormhole di grafene non vi farà viaggiare nel tempo

Ecco perché il "wormhole per i viaggi nel tempo" progettato all'università di Napoli non è esattamente una DeLorean.


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Raccontare la scienza è qualcosa di difficile, che prevede preparazione, impegno e dedizione. Raccontare le novità scientifiche è uguale, ma richiede anche tanta onestà intellettuale. Perchè i titoloni faranno anche fare tanti click, ma se gli articoli si basano su mezze verità scopiazzate dal web, si rischia di fare disinformazione.

Avrete sicuramente letto che il “Primo prototipo di wormhole per i viaggi nel tempo” è stato creato nella nostrana Federico II di Napoli e finalmente i viaggi nel tempo sono possibili.

In sintesi, un wormhole (conosciuto anche come ponte di Einstein-Rosen), è una ipotetica caratteristica dello spazio che fungerebbe da scorciatoia (si parla spesso di “cunicolo spazio-temporale”) tra due punti dell’universo, e che permetterebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale.

Wormhole-demo.png

Nel disegno, la traiettoria verde possibile grazie al “ponte” è molto più veloce di quella standard colorata in rosso.

I due punti collegati, nella teoria, possono appartenere allo stesso universo — cunicoli spazio-temporali intra-universo — o ad universi paralleli  — cunicoli spazio-temporali inter-universo. Il fascino dei wormhole ha conquistato spesso lo spazio nei fumetti e nella fantascienza in generale, basti pensare al Bifröst di Thor o “Interstellar” di Nolan. Nonostante la grande fama, questi ponti spaziali rimangono, ad oggi, una congettura teorica. Almeno fino a qualche giorno fa, sembra.

Pubblicato da Raffaele Farinaro

Se il blog esiste è solo colpa sua. Mezzo campano e mezzo abruzzese ha la fissa per gli ologrammi, la divulgazione scientifica e Iron Man. E la pizza.

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